Ossessioni

Ho passato gli ultimi giorni giocando a the sims 3, la cosa imbarazzante è che se fosse per me passerei tutto il week end in casa cazzeggiando e tiranneggiando sui miei personaggini virtuali senza nessun rimorso.
Invece a quanto pare dovrò impegnarmi, andare in montagna, a quanto pare dovrò pure tentare di sciare.
Non so, già mi vedo col culo sfracellato in terra, neve in ogni orifizio, moccio fino alle ginocchia. Cose così.


E che cazzo

Mi ero ripromessa di tenere aggiornata questo blog a costo della mia stessa vita (beh no, non esageriamo) quindi ora tenterò di spremere un po’ di succo succosamente succoso dalle mie povere meningi.

Dunque, per prima cosa la trasformazione in larva umana è definitivamente avvenuta. Posso considerare il pigiama come un ulteriore aggiunta allo strato corneo e non so se riuscirò mai più a toglierlo, infatti credo che domani mi presenterò al famigerato esame di Anatomia proprio così, con la mia tutina fuxia con calderoni e cappelli da strega stampati su.
Detto così sembra un pigiama super-figo che fa tanto teenagers ammerigana un po’ Avril Lavigne, di fatto è solo un residuato bellico by Oviesse bimbi che mi va pure piccolo.
Quindi farei la mia super porca figura. 

Notizia inutile numero due: Gatto Rosso sta cercando di uccidermi. Da due giorni si catapulta con la sua panciotta grassa proprio sulla mia faccia, tirando colpi di reni non indifferenti, con l’intento di farsi accarezzare/ cercare altro cibo.
L’urto causa l’effetto “materasso sbattuto in cortile”, ossia una nuvola di pulviscolo annidata nel suo pelo viene scaraventata all’interno del mio naso.
In altri periodi dell’anno la cosa mi lascerebbe indifferente (è una sua abitudine consolidata), ma si dà il caso che a Gennaio l’aria inizi a impregnarsi di pollini del cagosissimo odiatissimo nocciolo, al quale la sottoscritta è allergica.
Il risultato è una sniffata di allergeni dritta dritta nell’organismo, con conseguenti lacrime, starnuti, tosse, maledizioni per tutti i noccioli (e tutte le nocciole che mi privano del godurioso piacere della Nutella) e maledizioni per Gatto Rosso che se ne frega e continua giorno dopo giorno a sbattermi il popò in faccia per farsi accarezzare.

Fortunatamente Gatta Grassa, l’altro esemplare felino della famiglia, se ne sta dalla mattina alla sera sotto le coperte/ dentro all’armadio dei cappotti/ nella cuccia di “Cane”*/ fra l’imbottitura della poltrona e il copri poltrona, comunque ben lontana dal giardino e da tutti i nemici polliniferi.

Mi rendo conto di avere una vita solo virtualmente emozionante, mi sto illudendo che finita la sessione di esami potrò tornare ad essere la giuovincella scherzosa dei tempi passati, la verità è che la gente mi fa schifo (tutta, indistintamente, me compresa) quindi la versione “vita senza contatti umani” mi piace, mi dispiace solo per Fidanzatino che invece è veramente un giuovincello scherzoso amante della vita e degli amici.. 

*”Cane” è un vero cane. Solo che è piccolo, nero, tremolante, abbaia fino allo sfinimento, quindi lo considero più come un gamberetto transgenico.


Pausa attacco nervoso

 Sto per avere un’overdose da studio di Anatomia.
Parole come doccia, meato, processo, forame mi fanno venire voglia di vomitare a bocca chiusa facendo uscire il tutto dal naso (dalla cavità nasale).

Che poi in sè l’Anatomia è bella, ma dopo 10 giorni di “sveglia-colazione-studio-pranzo-studio-cena-studio” nella mission impossible di dare l’esame il 12 sento seriamente la voglia di ingurgitare tutti gli appunti e correre in giardino con lo scopettino del cesso a mo’ di microfono gridando che l’apocalisse è vicina.
Come se non bastasse da due giorni sto godendo dei benefici di un magnifico raffreddore che mi toglie la voglia di fare qualunque cosa, compreso alzarsi dal letto e togliere il pigiama viola orsacchiottoso che ormai sta entrando in simbiosi col mio organismo.

Per non impazzire completamente questo pomeriggio sono uscita a fare un giretto, finendo in uno di quei micro-supermercati che vendono prodotti rigorosamente organici/bio.
Non amo molto questo genere di posti, per prima cosa mi mettono a disagio i radical chic che si aggirano come degli intenditori fra le corsie parlando di lavoro (rigorosamente con iphone, i cellulari sono troppo mainstream), seconda cosa mi urta come le cose più banali siano presentate come grandi specialità guaritrici e nutrizionalmente miracolose, per intenderci un mazzo di camomilla la raccolgo nel mio orto gratis non c’è bisogno di spacciarla per una Tisana Ayurvedica Riposante Del Mistico Yogi.
Tuttavia l’idea che esistano negozi con una vaga sensibilità per l’ambiente mi piace, quindi, nonostante eviti di farci la spesa (non potrei nemmeno permettermelo), ci vado ogni tanto a rifornirmi di chiccherie.
(Tra l’altro quello è l’unico posto nella mia zona in cui vendono autentiche patate dolci, di solito trovo dei sottospecie di topinambur transgenici che sospetto siano in realtà pezzi di cacca rinseccolita al sole a giudicare da consistenza/sapore.)

Mi sono comprata i daikon per fare l’insalata con le carote, e so già che mentre la mangerò la sensazione di essere una snobbona radical chic non mi abbandonerà.
Tutto questo mi ricorda un sacco una serie animata che mi sono appena vista che parla appunto di una famiglia con aspirazioni ambientaliste/animaliste/ecologiste e chi più ne ha più ne metta:

Ora vado ad autoprodurre la cena o i succhi gastrici cominceranno a rosicchiare le pareti del mio stomaco.


Anno nuovo/ vecchio blog

Chi sono?
Ventiquattro anni, aspirante infermiera, appassionata di bestie e giardinaggio e una moltitudine di altre cose essendo l’individuo più volubile e scostante sulla faccia della terra.
Da quando ho lasciato il lavoro da commessa non faccio più shopping se non strettamente necessario, quindi mi trovo spesso a rubare maglioni dall’armadio di Madre che, essendo alta poco più di un metro e cinquanta, mi stanno irrimediabilmente piccoli (ma io, che sono una tosta anticonformista, me ne frego) <- andando in giro come una sfigata integrale.
Sogno spesso di essere circondata da tartarughe, ho provato a indagare sul perchè di questa ossessione ma non ho trovato un motivo plausibile, quindi sono giunta alla conclusione che quando vivrò da sola dovrò trovare il modo di allevarle e avverare così il mio sogno.

Credo che si sia già capito che questo sarà un blog infarcito di ciarpame, aggiornandolo cercherò di capire che strada fargli prendere, per il momento ho concluso lo sproloquio.